Isola delle Femmine
Occhio per non vedere,
Lingua per non parlare,
Orecchio per non sentire 



lunedì 2 novembre 2009

Morta Alda Merini




«Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare colore. Mi piace cambiare di misura».


Morta ieri a Milano, a 78 anni. Tra ricoveri in manicomio, passioni, furie e disperazione


MARIO BAUDINO

Un inedito per La Stampa

«Ha nevicato molto sul mio destino una pioggia torrenziale e felice come quella dei santi. Qualsiasi patria mi sarebbe andata bene ma la grandiosità della follia è stato il mio maggior culto. A Torino ho messo radici segrete ho inventato un comandamento a cui non ho mai obbedito e questa disobbedienza segreta ha fatto fiorire i miei migliori versi

Alda Merini, giugno 2009

Fernanda Pivano è morta




Alda Merini non c’è più - di Luca Benassi


Si è spenta il 1° novembre a Milano una delle più importanti poetesse italiane contemporanee

inserito da Redazione




Alda Merini non c’è più, non ci saranno più le sue passeggiate per i Navigli, le riflessioni profonde, religiose, umane, poetiche, lanciate con la voce arrochita dal fumo nelle frequenti apparizioni radiofoniche e televisive, non ci sarà più il suo vivere disordinato, umile, per scelta al limite dell’indigenza. Una delle più importanti poetesse italiane contemporanee si è spenta alle 17.30 del 1° novembre, all’Ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia dove era ricoverata da una decina di giorni per un tumore osseo. Figura popolare, amata e compresa anche fra chi non frequenta abitualmente la poesia, Alda Merini era nata a Milano il 31 marzo del 1931; scoperta da Giacinto Spagnoletti, apprezzata da Salvatore Quasimodo, aveva esordito nel 1953 con “La presenza di Orfeo” edito da Schwarz e subito notato dalla critica. Dopo una lunga pausa determinata dall’esperienza manicomiale aveva pubblicato nel 1984 “La Terra Santa”, considerato il suo capolavoro. Fra le opere poetiche principali si ricordano: “Testamento”, “Vuoto d’amore”, “Ballate non pagate”, “Fiore di poesia 1951-1997”, “Superba è la notte”, “L’anima innamorata”, “Corpo d’amore”, “Un incontro con Gesù”, “Magnificat. Un incontro con Maria”, “La carne degli Angeli”, “Più bella della poesia è stata la mia vita”, “Clinica dell'abbandono” e “Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati”. La Merini era anche autrice in prosa. Fra le più lucide testimonianze della malattia mentale si ricordano: “L’altra verità. Diario di una diversa” e “La pazza della porta accanto” (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996). Numerosi i riconoscimenti: nel 1993 vinse il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la poesia, nel 1996 il Premio Viareggio, nel 1997 il Premio Procida - Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Settore Poesia.
Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Francaise. Nel febbraio del 2008, Noidonne aveva supportato l’iniziativa della poetessa e scrittrice Carmen Togni e del giornalista Giuseppe La Delfa per la candidatura al prestigioso riconoscimento per la poetessa milanese (http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=01614).

Noidonne si era occupata di Alda Merini sulla pagina di poesia del numero di dicembre 2004 con l'articolo DALLE TENEBRE ALLA LUCE.

Luca Benassi

(1 novembre 2009)
http://www.noidonne.org/blog.php?ID=00331

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