L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.

Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.

È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.

"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).




Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventiperché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo




venerdì 30 luglio 2010



Impronta Ambientale




Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ministero  dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

 

PATTO PER L’AMBIENTE

 

per la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento, per un’Italia che, attraverso lo sviluppo e la diffusione della conoscenza, sappia trasformare la sfida ambientale in un’occasione di crescita sociale ed economica

 

Premessa

Il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare assumono quali obiettivi alti e condivisi del presente accordo quelli definiti dall’Unione Europea in materia di lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento e dal summit di Lisbona secondo cui, attraverso lo sviluppo e la diffusione della conoscenza, il dinamismo economico e la tutela dell’ambiente devono procedere di pari passo.

In questo ambito le ragioni dell’ambiente e della competitività tendono a convergere nel comune obiettivo della valorizzazione delle risorse umane e naturali e dell’innovazione tecnologica.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ritenendo l’innovazione un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile, intendono attivare azioni congiunte per dare impulso alla crescita economica attraverso la valorizzazione dell’innovazione e della tutela ambientale.

La costruzione di un futuro sostenibile non può infatti prescindere dalla promozione di azioni che siano in grado di conciliare le esigenze della crescita economica ed occupazionale e le ragioni dell’ambiente, creando quel sistema di reciproche opportunità tale da orientare le politiche di gestione verso una comune visione di sviluppo.

In tale prospettiva, intendono coinvolgere, oltre ai soggetti istituzionali interessati, anche imprese con cui innescare un circolo virtuoso per effetto del quale gli obiettivi di sostenibilità non vengano ridotti a meri vincoli e condizionamenti, ma divengano delle opportunità di crescita, aperte al più vasto ambito di attori possibile.

Elementi della strategia, finalizzata ad orientare gli investimenti all’innovazione dei processi e dei prodotti, con conseguenti positive ricadute ambientali, di formazione del capitale umano e di crescita delle imprese, sono i seguenti:

- promozione di iniziative che, ai vari livelli, siano in grado di contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento;

- impegno alla rimozione degli ostacoli che rallentano la sostituzione dei sistemi di produzione obsoleti e maggiormente inquinanti con quelli innovativi ed efficienti, come pure la possibilità di valorizzare tutte le risorse, comprese quelle rappresentate dai sottoprodotti e dai rifiuti.

Sulla base di tali premesse condivise, il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare convengono di sottoscrivere con le imprese firmatarie un Patto per l’Ambiente volto a consolidare la nuova strategia ambientale e intendono coinvolgere, in tale percorso, i soggetti istituzionali interessati e gli attori economici che, su base volontaria, condividono e condivideranno le suddette premesse.

Primi interventi del  Patto per l’Ambiente

Per favorire il coinvolgimento delle imprese, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha elaborato un programma di interventi volto a:

- superare le difficoltà, di natura finanziaria, che ostacolano la diffusione delle fonti rinnovabili e di tecnologie efficienti. La difficoltà di accedere al credito per coprire l’investimento iniziale costituisce, infatti, un notevole impedimento per l’accesso, da parte delle piccole e medie imprese e dei privati cittadini, agli incentivi stanziati dalle vigenti norme per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico;

- stimolare e monitorare accordi di programma volti a orientare verso una elevata tutela dell’ambiente gli investimenti in innovazione programmati dalle aziende.

Il programma è articolato come segue:

a)    finanziamento agevolato a favore della diffusione di tecnologie ad alta efficienza e  a basse emissioni attraverso un fondo di rotazione di 600 Milioni di euro per l’attuazione del Protocollo di Kyoto che, nel periodo 2009-2012, può stimolare investimenti  fino a 3 miliardi di euro.

Le iniziative promosse attraverso il fondo consentiranno – nel periodo 2009-2012 – una riduzione delle emissioni di CO2 per circa 5 milioni di tonnellate/anno rispetto agli scenari di emissione;

b) sottoscrizione di accordi di programma volontari con le imprese che abbiano ad oggetto interventi e investimenti su fonti rinnovabili e risparmio energetico. La sottoscrizione degli accordi è aperta a tutte le imprese che condividono le premesse sopra riportate e che intendano effettuare investimenti finalizzati ad innovare i propri sistemi, processi o prodotti con ricadute positive per la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento. In questo ambito, con le 11 imprese aderenti al presente Patto, sono stati finora negoziati accordi che prevedono investimenti complessivi per circa 12 miliardi di euro. Le iniziative delle 11 imprese contribuiranno alla diversificazione delle fonti energetiche, alla innovazione tecnologica dei processi industriali, e consentiranno una riduzione delle emissioni di CO2  a partire dal 2014 per circa 8,5 milioni di tonnellate/anno.

Considerato che il “gap” dell’Italia rispetto all’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 stabilito dal Protocollo di Kyoto, è stimato attualmente in circa 30 milioni di tonnellate/anno, il fondo di rotazione e gli accordi volontari ridurranno il “gap” di circa il 25%. Inoltre, tenendo conto che le misure previste dal fondo e dagli accordi volontari sono di tipo strutturale, gli effetti delle misure stesse avranno una lunga durata e contribuiranno dunque al raggiungimento degli obiettivi più ambiziosi al 2020 stabiliti nell’ambito del Pacchetto Clima-Energia.

Roma, li 7 luglio 2009

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

 

Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

 

Autostrade per l’Italia S.p.A.
 
Edipower S.p.A.
Edison S.p.A.
ENAC
Enel S.p.A.
Eni S.p.A.
Finbieticola S.p.a.
 
Ferrovie dello Stato S.p.A.
Italcementi S.p.A.
Sorgenia S.p.A.
Terna S.p.A.

 

 




































 
 

Oggi pomeriggio a Palazzo Chigi la firma del "Patto per l'Ambiente" fra il Governo e 11 grandi aziende


Oggi pomeriggio, alle 18 a Palazzo Chigi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell'Ambiente firmeranno con 11 aziende italiane il "Patto per l'Ambiente".

Il Patto punta alla riduzione delle emissioni di gas serra e dell'inquinamento in un'ottica che punta a conciliare tutela ambientale e crescita occupazionale ed economica ed alla promozione dell'innovazione tecnologica ritenuta elemento centrale per lo sviluppo sostenibile.

Il Patto prevede finanziamenti agevolati per la diffusione di tecnologie a basse emissioni e ad alta efficienza attraverso un fondo di rotazione di 600 milioni di euro per il periodo 2009-2012 che può stimolare investimenti fino a 3 miliardi di euro e la sottoscrizione di accordi di programma volontari con imprese che investono in fonti rinnovabili e risparmio energetico. Gli accordi firmati con le 11 aziende che oggi aderiscono al Patto prevedono investimenti per circa 12 miliardi di euro.

Gli interventi previsti nel "Patto per l'Ambiente" consentiranno un taglio delle emissioni tale da ridurre di circa il 25% il gap del nostro paese rispetto ai limiti fissati dal Protocollo di Kyoto.

Il Patto sarà sottoscritto dal Sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e da Enel, Eni, Edison, Società Autostrade, Edipower, Enac, Finbieticola, Ferrovie dello Stato, Italcementi, Sorgenia e Terna.
Allegato: 


http://www.minambiente.it/comunicati/oggi-pomeriggio-palazzo-chigi-la-firma-del-patto-lambiente-fra-il-governo-e-11-grandi


SOSTENIBILITÀ L' INTESA CON IL MINISTERO DELL' AMBIENTE

Ecco fatto l' eco-patto

Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, spiega che per il gruppo l' intervento totale sarà di 510 milioni di euro. E porterà a una riduzione di 760 mila tonnellate di CO2 l' anno


Domanda.
In un articolo scritto per il Mondo , nel maggio del 2007, lei aveva anticipato l' esigenza di un patto per l' ambiente tra aziende e istituzioni. Alla luce di quell' intervento, che significato hanno le intese siglate nei giorni scorsi tra il ministero per l' Ambiente, guidato da Stefania Prestigiacomo, e 11 grandi gruppi industriali italiani, tra i quali Italcementi?
 
Risposta.
Come avevo avuto modo di scrivere, siamo giunti a un punto cruciale e non più rinviabile: il passaggio dalla fase teorico-rivendicativa alla fase pratico-attuativa che intersechi ambiente e industria in un' ottica di sviluppo sostenibile. Credo che gli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi il 7 luglio scorso rappresentino un primo passo in questa direzione. Soprattutto perché pongono le basi per il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi.
D. Il patto prevede complessivamente impegni per 12 miliardi di euro nell' arco di tre anni. Qual è, più nel dettaglio, il piano di investimenti di Italcementi?
R. Abbiamo stimato tre tipologie di interventi per 510 milioni di euro in totale. Riteniamo di portare a termine i nostri progetti entro il 2013 a fronte dell' ottenimento dei relativi permessi amministrativi. Accordo pesante per Pesenti. Pesante quanto a importanza, ma leggero per le conseguenze sull' ambiente. Perché l' eco-patto siglato da Italcementi (e da altri big dell' industria italiana) consentirà di aiutare la crescita economica valorizzando l' innovazione e, al tempo stesso, la tutela ambientale. Come? Lo spiega Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi.
D. Di che cosa si tratta, in particolare?
R. Sono previsti, in primo luogo, il revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica, per il mantenimento della capacità installata, e la realizzazione di impianti solari fotovoltaici. Ci sarà poi una serie di interventi tecnologici per la sostituzione di una parte dei combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifuti. Il terzo settore di attività, ma sotto il pro lo economico e dei risultati ambientali il più rilevante, riguarda il revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento, con l' obiettivo di aumentare l' efficienza energetica e ambientale delle unità produttive.
Perché questi interventi?
R. Nei grandi gruppi industriali, sia volontariamente che sulla spinta delle regolamentazioni nazionali e internazionali, è ormai prassi diffusa adottare per i nuovi impianti le Best available technologies (Bat), cioè quell' insieme di macchine, strumenti e tecnologie che rappresentano il punto più avanzato disponibile per l' innovazione di processo, al ne di ottimizzare il processo produttivo e minimizzare l' impatto ambientale. È molto evidente, come scrivevo sul Mondo nel 2007, che il minor consumo specifico di energia per unità di prodotto genera maggiori margini e minori emissioni. Le nuove tecnologie, che sostituiscono i vecchi processi, sono ovviamente in grado di realizzare in maniera ancor più marcata questa congiunzione tra obiettivo industriale e tutela ambientale.
Quindi, se non ho capito male, il driver di crescita è: investimenti di modernizzazione verso target per l' ambiente?
R. È un percorso che il nostro gruppo ha intrapreso, nel mondo, in Spagna e Stati Uniti, e avviato in Paesi emergenti come la Bulgaria. Con interventi che hanno superato la cifra di 750 milioni di euro e con un bilancio ambientale eclatante.
In Italia quali saranno, a regime, i benefici dell' accordo con il ministero?
R. Ridurremmo le emissioni di CO di circa 760 mila tonnellate l' anno. E avremo un risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 kTep (migliaia di tonnellate equivalenti, ndr ) l' anno. Nell' intesa è prevista l' istituzione di un comitato di nomina ministeriale composto da membri del dicastero dell' Ambiente e rappresentanti del gruppo Italcementi.
Quali funzioni avrà quest' organo?
R. Dovrà elaborare una relazione annuale per presentare al ministro un quadro dettagliato dell' implementazione del programma e dei bene ci ambientali raggiunti. Inoltre, avrà il compito di individuare soluzioni alle eventuali criticità che si dovessero riscontrare nel corso degli iter di autorizzazione, favorendo la rapida attuazione degli interventi. E poi svolgerà un ruolo di interlocutore con le autorità regionali e gli enti locali, presentando relazioni e la necessaria documentazione tecnica.
Foto: Stefania Prestigiacomo


Foto: Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi

Fabio De Rossi
 


Comunicazione e Media

Siglato il “Patto per la tutela dell’ambiente”  con il Governo Italiano
Roma, 7 luglio 2009

Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Consigliere Delegato del Gruppo Italcementi Carlo Pesenti e il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno firmato un accordo volontario tra l’azienda e il Ministero, denominato “Patto per la Tutela dell’Ambiente”. 
L’accordo si inserisce in un quadro di accordi analoghi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane e prevede un percorso programmatico di investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen in interventi finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

«Nel 2007 - afferma Carlo Pesenti – avevamo proposto un “Patto per l’ambiente” tra imprese e istituzioni al fine di poter realizzare interventi strutturali di riconversione di impianti industriali. L’obiettivo era ed è il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi. Il patto firmato oggi rappresenta un primo passo in questa direzione».
Il piano di investimenti di Italcementi, stimato in circa 510 milioni di euro complessivi, prevede in particolare 3 tipologie di interventi che saranno realizzati, a fronte dell’ottenimento dei relativi permessi e assentimenti amministrativi, entro il 2013: 
  • Revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica per il mantenimento della capacità installata e realizzazione di impianti solari fotovoltaici.
  • Interventi tecnologici per la sostituzione di una parte di combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifiuti
  • Revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica ed ambientale delle unità produttive.
Dall’attuazione dell’accordo sono attesi rilevanti benefici ambientali:
  • Riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 760 kt/anno
  • Risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 Ktep/anno
Il Patto fra il Ministero dell’Ambiente e Italcementi, al fine di favorire e monitorare la corretta implementazione dell’accordo, prevede l’istituzione di un Comitato di nomina Ministeriale composto da membri del Ministero dell’Ambiente e rappresentanti del Gruppo Italcementi, con il compito di: 
  • Presentare al Ministro, tramite relazione annuale, un quadro dettagliato circa l’implementazione del programma e i benefici ambientali raggiunti
  • Individuare soluzioni alle criticità che eventualmente si riscontrassero nel corso degli iter autorizzativi e favorire la rapida attuazione degli interventi
  • Agevolare il dialogo e la collaborazione con le Autorità Regionali e gli Enti locali presentando apposite relazioni e documentazione tecnica.
«L’accordo firmato oggi – conclude Pesenti – conferma ulteriormente il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile, un obiettivo ormai consolidato nelle strategie del Gruppo Italcementi».
http://www.italcementigroup.com/ITA/Comunicazione+e+Media/News/Sostenibilita/20090707.htm


COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femminehttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html

LE RONDE GIOSIOSE di Portobello Cutino PALazzotto e c…………
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/sentenza-commissione-comunale-edilizia_27.html

APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html


Sciolto il Consiglio Comunale per infiltrazione Mafiosa
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/24-luglio-2009.html


BILANCIO previsione consuntivo commissari ad acta http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html

ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITIhttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/ato-rifiuti-gestione-costi-e-debiti.html

SANGUE all’arsenico per gli abitanti di GELA
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html

TURISTI A ISOLA DELLE FEMMINE
http://isolapulita.blogspot.com/2009/07/raccogliamo-e-facciamo-nostro-lappello.html#links

NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html

Nuove speranze nella cura alle malattie del sangue
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html


TERRIBILE INCIDENTE FERROVIARIO A VIAREGGIO
http://iltimone.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html

LOMBARDO FORMA LA NUOVA GIUNTA
http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html

NINO RUBINO A TELEJATO FENOMENO MAFIOSO A ISOLA?http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html

Nino Rubino: Elezioni Amministrative Come la pensiamo
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html

Stefano Bologna: LE PAROLE SONO PIETREhttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/oggi-10-giugno-alle-1310-due-funzionari.html


Pino Rubino:LIBERE ELEZIONI A ISOLA DELLE FEMMINE?
http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ce-la-faremo-uploaded-by-isolapulita.html

Isola delle Femmine: Radar meteo o acquario marino?
http://isoladifuori.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-radr-meteo-o.html

La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009
http://isolapulita.blogspot.com/search?q=legge+15+marzo+2009

ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/muccillial-fianco-dello-stabilimento.html

RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI
http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/torretta-chieste-le-condanne-per-il.html


Commissione Edilizia Comunali Sentenzehttp://isolapulita.blogspot.com/2007/07/decine-di-atti-di-concessioni-edilizie.html




L'accordo - L'intesa nell'ambito degli accordi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane: prevede investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

Patto Italcementi-Governo
per tutelare l'ambiente




Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Consigliere Delegato del Gruppo Italcementi Carlo Pesenti e il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno firmato un accordo volontario tra l’azienda e il Ministero, denominato “Patto per la Tutela dell’Ambiente”.
L’accordo si inserisce in un quadro di accordi analoghi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane e prevede un percorso programmatico di investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen in interventi finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.«Nel 2007 - afferma Carlo Pesenti – avevamo proposto un “Patto per l’ambiente” tra imprese e istituzioni al fine di poter realizzare interventi strutturali di riconversione di impianti industriali. L’obiettivo era ed è il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi. Il patto firmato oggi rappresenta un primo passo in questa direzione».
Il piano di investimenti di Italcementi, stimato in circa 510 milioni di euro complessivi, prevede in particolare 3 tipologie di interventi che saranno realizzati, a fronte dell’ottenimento dei relativi permessi e assentimenti amministrativi, entro il 2013:
Revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica per il mantenimento della capacità installata e realizzazione di impianti solari fotovoltaici.


Interventi tecnologici per la sostituzione di una parte di combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifiuti
Revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica ed ambientale delle unità produttive.

Dall’attuazione dell’accordo sono attesi rilevanti benefici ambientali:
Riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 760 kt/anno
Risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 Ktep/anno

Il Patto fra il Ministero dell’Ambiente e Italcementi, al fine di favorire e monitorare la corretta implementazione dell’accordo, prevede l’istituzione di un Comitato di nomina Ministeriale composto da membri del Ministero dell’Ambiente e rappresentanti del Gruppo Italcementi, con il compito di:
Presentare al Ministro, tramite relazione annuale, un quadro dettagliato circa l’implementazione del programma e i benefici ambientali raggiunti
Individuare soluzioni alle criticità che eventualmente si riscontrassero nel corso degli iter autorizzativi e favorire la rapida attuazione degli interventi
Agevolare il dialogo e la collaborazione con le Autorità Regionali e gli Enti locali presentando apposite relazioni e documentazione tecnica.
«L’accordo firmato oggi – conclude Pesenti – conferma ulteriormente il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile, un obiettivo ormai consolidato nelle strategie del Gruppo Italcementi».


Martedi 7 Luglio 2009




http://www.bergamonews.it/economia/articolo.php?id=13079

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html ACCORDO GOVERNO AZIENDE RIDUZIONI EMISSIONI CO2 FINANZIAMENTI 12 MILIARDI DI EURO ITALCEMENTI 510 MILIONI REVAMPING RICONVERSIONE RIFIUTI INCENERITORI 2007, 2009, 2013, 510 MILIONI, Combustibili, EDILPOWER, ENEL, ENI, GENCHI, INCENERITORI, ITALCEMENTI, ITALGEN, Oikothen, PATTO PER L’AMBIENTE, PESENTI, PRESIGIACOMO, REVAMPING, RICONVERSIONE IMPIANTI, rifiuti,

giovedì 29 luglio 2010

COMUNI FISCO PARTECIPAZIONE ACCERTAMENTI RISORSE ECONOMICHE

*Espresso Blog Isola Pulita
*LA PRIVATIZZAZIONE E CEMENTIFICAZIONE DEL LITORALE
*Espresso Blog Isola Pulita
*LA PRIVATIZZAZIONE E CEMENTIFICAZIONE DEL LITORALE
*SICILEAS FIN IMM FARACI PORTOBELLO U.T.C. 27 giugno/10


Legge 122/2010 Art. 18.  

TITOLO II - CONTRASTO ALL'EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA
Art. 18. Partecipazione dei comuni all'attività di accertamento tributario e contributivo

1. I Comuni partecipano all'attività di accertamento fiscale e contributivo secondo le disposizioni del presente articolo, in revisione del disposto dell'articolo 44 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e dell'articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.

2. Ai fini della partecipazione di cui al comma 1, consistente, tra l'altro, nella segnalazione all'Agenzia delle entrate, alla Guardia di finanza e all'INPS, di elementi utili ad integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni presentate dai contribuenti per la determinazione di maggiori imponibili fiscali e contributivi:

a) i Comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti sono tenuti ad istituire, laddove non vi abbiano già provveduto, il Consiglio tributario. A tale fine, il regolamento per l'istituzione del Consiglio tributario è adottato dal Consiglio Comunale entro il termine di 90 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto;

b) i Comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, laddove non abbiano già costituito il Consiglio tributario, sono tenuti a riunirsi in consorzio, ai sensi dell'articolo 31 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, per la successiva istituzione del Consiglio tributario. A tale fine, la relativa convenzione, unitamente allo statuto del consorzio, è adottata dai rispettivi Consigli comunali per l'approvazione entro il termine di 180 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto.

2-bis. Gli adempimenti organizzativi di cui al comma 2 sono svolti con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

3. In occasione della loro prima seduta, successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, i Consigli tributari deliberano in ordine alle forme di collaborazione con l'Agenzia del territorio ai fini dell'attuazione del comma 12 dell'articolo 19.

4. Al d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il secondo comma dell'articolo 44, è sostituito dal seguente: "L'Agenzia delle entrate mette a disposizione dei comuni le dichiarazioni di cui all'articolo 2 dei contribuenti in essi residenti; gli Uffici dell'Agenzia delle entrate, prima della emissione degli avvisi di accertamento, ai sensi dell'articolo 38, quarto comma e seguenti, inviano una segnalazione ai comuni di domicilio fiscale dei soggetti passivi.";

b) al terzo comma, primo periodo, dell'articolo 44, le parole da "Il comune" a "segnalare" sono sostituite dalle seguenti: "Il comune di domicilio fiscale del contribuente, o il consorzio al quale lo stesso partecipa, segnala", e il periodo: "A tal fine il comune può prendere visione presso gli uffici delle imposte degli allegati alle dichiarazioni già trasmessegli in copia dall'ufficio stesso." è abrogato;



c) il quarto comma dell'articolo 44, è sostituito dal seguente: "Il comune di domicilio fiscale del contribuente, con riferimento agli accertamenti di cui al secondo comma, comunica entro sessanta giorni da quello del ricevimento della segnalazione ogni elemento in suo possesso utile alla determinazione del reddito complessivo.";

d) sono abrogati i commi quinto, sesto e settimo dell'articolo 44;

e) l'articolo 45 è abrogato.

5. All'articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

"1. Per potenziare l'azione di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, in attuazione dei principi di economicità, efficienza e collaborazione amministrativa la partecipazione dei comuni all'accertamento fiscale e contributivo è incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 33 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonché delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo, a seguito dell'intervento del comune che abbia contribuito all'accertamento stesso.";

b) il comma 2 è sostituito dal seguente:

"2. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, emanato entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, d'intesa con l'INPS e la Conferenza unificata, sono stabilite le modalità tecniche di accesso alle banche dati e di trasmissione ai comuni, anche in via telematica, di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti, nonché quelle della partecipazione dei comuni all'accertamento fiscale e contributivo di cui al comma 1. Per le attività di supporto all'esercizio di detta funzione di esclusiva competenza comunale, i comuni possono avvalersi delle società e degli enti partecipati dai comuni stessi ovvero degli affidatari delle entrate comunali i quali, pertanto, devono garantire ai comuni l'accesso alle banche dati utilizzate. Con il medesimo provvedimento sono altresì individuate le ulteriori materie per le quali i comuni partecipano all'accertamento fiscale e contributivo; in tale ultimo caso, il provvedimento, adottato d'intesa con il direttore dell'Agenzia del territorio per i tributi di relativa competenza, può prevedere anche una applicazione graduale in relazione ai diversi tributi.";

c) è abrogato il comma 2-ter.

6. All'articolo 83, comma 17, ultimo periodo, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le parole " 30 per cento" sono sostituite dalle seguenti: " 33 per cento".

7. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e d'intesa con la Conferenza Unificata, adottato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono individuati i tributi su cui calcolare la quota pari al 33 per cento e le sanzioni civili spettanti ai comuni che abbiano contribuito all'accertamento, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, nonché le relative modalità di attribuzione.

8. Resta fermo il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate di cui all'articolo 1, comma 2 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, quanto alle modalità tecniche di accesso dei comuni alle banche dati e alle dichiarazioni relative ai contribuenti ai comuni, nonché alle modalità di partecipazione degli stessi all'accertamento fiscale e contributivo.

9. Gli importi che lo Stato riconosce ai comuni a titolo di partecipazione all'accertamento sono calcolati al netto delle somme spettanti ad altri enti ed alla Unione Europea. Sulle quote delle maggiori somme in questione che lo Stato trasferisce alle Regioni a statuto ordinario, a quelle a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano,spetta ai predetti enti riconoscere ai comuni le somme dovute a titolo di partecipazione all'accertamento.



Legge 122/2010 Art. 38. Altre disposizioni in materia tributaria comma 4

4. Al fine di razionalizzare le modalità di notifica in materia fiscale sono adottate le seguenti misure:

a) all'articolo 60, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) al primo comma, lettera a), le parole "delle imposte" sono soppresse;

2) al primo comma, lettera d), le parole "dalla dichiarazione annuale ovvero da altro atto comunicato successivamente al competente ufficio imposte" sono sostituite dalle seguenti: "da apposita comunicazione effettuata al competente ufficio", e dopo le parole "avviso di ricevimento", sono inserite le seguenti: "ovvero in via telematica con modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate";

3) al secondo comma, le parole "non risultante dalla dichiarazione annuale" sono soppresse;

4) al terzo comma, le parole "non risultanti dalla dichiarazione annuale" sono soppresse e le parole "della comunicazione prescritta nel secondo comma dell'articolo 36" sono sostituite dalle seguenti: "della dichiarazione prevista dagli articoli 35 e 35-ter del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, ovvero del modello previsto per la domanda di attribuzione del numero di codice fiscale dei soggetti diversi dalle persone fisiche non obbligati alla presentazione della dichiarazione di inizio attività IVA.";



b) all'articolo 26 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, dopo il primo comma è inserito il seguente: "La notifica della cartella può essere eseguita, con le modalità di cui al d.P.R. 11 febbraio 2005, n. 68, a mezzo posta elettronica certificata, all'indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge.



Tali elenchi sono consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione. Non si applica l'articolo 149-bis del codice di procedura civile.".

Legge 122/2010 Art. 19  comma 12

12. A decorrere dal 1° gennaio 2011, l'Agenzia del Territorio, sulla base di nuove informazioni connesse a verifiche tecnico-amministrative, da telerilevamento e da sopralluogo sul terreno, provvede ad avviare un monitoraggio costante del territorio, individuando, in collaborazione con i Comuni, ulteriori fabbricati che non risultano dichiarati al Catasto. In tal caso si rendono applicabili le disposizioni di cui al citato articolo 2, comma 36, del decreto-legge n. 262 del 2006. Qualora i titolari di diritti reali sugli immobili individuati non ottemperino entro il termine previsto dal predetto articolo 2, comma 36, l'Agenzia del Territorio procede all'attribuzione della rendita presunta ai sensi del comma 10. Restano salve le procedure previste dal comma 336 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Restano altresì fermi i poteri di controllo dei comuni in materia urbanistico-edilizia e l’applicabilità delle relative sanzioni.


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*Ministero Interni Bilancio Isola Previsione 2009