L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.

Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.

È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.

"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).




Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventiperché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo




domenica 10 luglio 2011

Se non ORA Quando? "La straversalità non è qualunquismo"

Siena, la Resistenza delle donne
"Vogliamo fare politica" 

 Si è chiusa la manifestazione del movimento nato il 13 febbraio. In 1.500 al raduno di "Se non ora quando" sul pratone di Sant'Agostino. Applauditissima Lidia Menapace."La trasversalità non è qualunquismo"






Ancora una volta non lasciano il campo, anzi si organizzeranno sul territorio e "non faranno sconti a nessuno". Le donne di Siena si salutano con un arrivederci all'autunno e Serena Sapegno parla del futuro di "Se non era quando'': autonomo, inclusivo, duraturo. Intervista di Francesca De Benedetti, a cura di Giorgio Caruso

DAL NOSTRO INVIATO LAURA MONTANARI



SIENA -  E' nato il movimento delle donne che si organizza su scala locale attraverso i comitati. Se non ora, quando? diventa un progetto politico che si organizza ed agisce con il quale la politica deve confrontarsi. La piazza della domenica  è ancora strapiena. Numerosi e rapidi gli interventi della tassativa durata di tre minuti.  Applauditissima Lidia Menapace: "Che felicità faticosa e bellissima essere qui - esordisce la storica del femminismo - Sono qui anche come cordinatore delle donne dell'Anpi perché sono vecchia e ho fatto la Resistenza. La bellezza di questo movimento è che non seppellisce quello degli anni 70, ma rivendica una sua autonomia". Poi l'affondo: "la trasversalità non deve essere confuso con il qualunquismo. Non è vero che le donne sono tutte uguali,  - spiega Menapace - esistono percorsi e identità culturali diverse,  io per esempio con una come Giulia Buongiorno voglio discutere... " ma sottintende, non mi sento certo dalla stessa parte.LA GIORNATA DI DOMENICA

Sono tante le storie, le testimonianze delle donne di tutte le età che si alternano al microfono. Importantissima la rete multimediale creata dai blog e dal social netwok come sottolinea Giorgia Serughetti, una delle animatrici dell'anima web del movimento. Chiudono la manifestazione Francesca Comencini, che sostiutuisce la sorella Cristina colpita da un lieve malore, Serena Sapegno e Carla Fronteddu dottoranda in filofia di26 anni cordinatrice del mvimento a Siena

Trasversale per identità e radici. "Colpisce la passione e la voglia di costruire di questo movimento, è così diverso da altri incontri politici", spiega la scrittrice Paola Zannoner. Lavoro, maternità, uso del corpo delle donne è il triangolo che numeri alla mano, affossa la parità. Non una questione soltanto di anti-berlusconismo, il fronte è più ampio: "Se non ora, quando?" parte da questi temi. Anzi prosegue perché in questi mesi, sparito dalle piazze fisiche, il movimento è cresciuto in quelle virtuali: su blog e social network dove il logo del grande palloncino tenuto da una figura piccolissima, si è diffuso come un virus in migliaia di post, senza mediazioni, senza nomenklatura.
Diretta tv dalla piazza - Dossier video

La giornata di ieri: I pensieri? Non li porta la cicogna

"Il percorso sarà lungo - dice Nicoletta Dentico dell'associazione Filomena, ex direttrice di Medici Senza Frontiere - perché vent'anni di questa cultura hanno prodotto gravi arretramenti per le donne". Disoccupazione e precariato rosa ci zavorrano al penultimo posto in Europa. "Non vogliamo essere un partito, ma un movimento organizzato che chiede alla politica più attenzione alle donne e detta un'agenda", sostiene la filosofa Francesca Izzo.
Ieri sul palco le differenze si sono viste e alcune sono state fischiate. Per esempio Rosy Bindi appena ha detto che chiederà al suo partito di "restare dentro questo movimento".  "Se mi fischiate non avete capito - replica - nessuno metterà il cappello, conserverete la vostra autonomia. Sono qui a ringraziarvi di aver fatto cambiare il vento". Fischiata anche Flavia Perina di Futuro e libertà quando difende la legge elettorale senza preferenze: "Li hai votati quelli lì", le grida qualche voce. "Mi rifiuto di stare dentro uno schema in cui le veline sono di destra e l'impegno di sinistra - prosegue lei - Sono qui a dire che non ci sono steccati quando parliamo di merito, diritto, uguaglianza". La convivenza di anime ideologiche diverse è la ricchezza del movimento, "tenerle unite sarà la sfida da cui dipenderà il futuro", conclude Cristina Comencini. Intanto Siena allarga le braccia al nuovo femminismo: il sindaco cede la piazza, la Fondazione Monte dei Paschi sposta il concerto, alcune contrade danno tavoli e cucina, i produttori offrono il vino, altre donne aprono le case e offrono per solidarietà posti letto gratis al movimento. Oggi le conclusioni. 

Fonte La Repubblica













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