L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.

Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.

È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.

"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).




Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventiperché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo




lunedì 7 gennaio 2013

VIVERE NELLO SQUALLORE ISOLA DELLE FEMMINE 7 GENNAIO 2013

VIVERE NELLO SQUALLORE ISOLA DELLE FEMMINE 7 GENNAIO 2013 





Per mia fortuna fisicamente non ho vissuto la guerra, le mie scarse conoscenze sono state attinte  dai   libri  di storia, dai racconti di chi ha patito quegli anni tremendi, immagini ,documentari che la raccontano.

In questi ultimi anni attraversando le strade e le vie di Isola delle Femmine ho come l’impressione di rivivere quelle tremende immagini “del dopo bombardamento”: case semidistrutte pericolanti e fatiscenti, disordine morale ed ambientale , l’assenza di qualsiasi tipo di servizio per i più bisognosi, la miriade di contribuenti che si “esimono” (perchè protetti) dal pagare la tassa della munneza e/o in generale i dovuti tributi,  la mancanza di controlli nella gestione del territorio, le istituzioni che soccombono alla legge del più forte, le strade e le vie ricoperte di ogni genere di rifiuto, persino l’acqua per il normale uso umano si è  costretti a ricorrere alle fontanelle sparse per le vie del paese.

E COME NON CHIEDERSI DEI FUMI INQUINANTI DELLA CEMENTERIA. 

Chi controlla  i tipi e la quantita’ di inquinanti che fuoriescono dai camini e dalle diverse “feritoie” di uno stabilimento che sembra alquanto fatiscente?

Chi controlla se la Italcementi è dotata di un’Autorizzazione Integrata Ambientale  e se ne rispetta le prescrizioni?

Chi ha il compito di monitorare la salute dei lavoratori della cementeria e in particolare i residenti che vivono a ridosso della cementeria? 

Ancora.... come non indignarsi della diffusa illegalità che è ormai entrata a gambe tese, e non da ora, nella gestione della Cosa Pubblica al punto da costringere il governo a decretare lo scioglimento del  Consiglio Comunale di Isola delle Femmine. 

Sbalorditivo! la relazione che accompagna il decreto di scioglimento ci informa che a Isola delle Femmine, non da ora, l'economia isolana era gestita controllata e monitorata da una decine di famiglie, le quali avevano a loro completa disposizione l'intera macchina amministrativa.



E’ una vera e propria immagine  di guerra a cui quotidianamente soccombiamo come quelle che vediamo nelle televisioni in Africa piuttosto che in Afghanistan o nel Burundi e pensare.



Ma ciò che diventa civilmente GRAVISSIMO  il non sapere a che “santo rivolgersi”, nessuno è responsabile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

E se NOI Cittadini tutti provassimo a…………………………………………………