L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.

Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.

È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.

"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).




Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventiperché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo




lunedì 14 ottobre 2013

▶ ACQUE BIANCHE ACQUE NERE ACQUE DI FOGNA UN MINESTRONE DIRETTAMENTE IN MARE A ISOLA DELLE FEMMINE - Video Dailymotion

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Gestioni e manutenzioni ordinarie:

·        Manutenzione fognature e pulizia caditoie
Anche il servizio di  manutenzione  delle  fognature  risulta  essere stata  affidata  ad  una  ditta  che  presenta  gravi   elementi   di controindicazione: si tratta  della  ditta  “Omissis.”,  con  sede  a Palermo in via “Omissis”, (societa’ in nome collettivo con  qualifica di impresa artigiana, costituita l’11 febbraio1991, nella quale socio amministratore e’ “Omissis”, mentre “Ornissis” e’ socio). Tale  ditta risulta collegata con altra impresa operante nello stesso settore  di attivita’, la “Omissis” di “Omissis”,  con  sede  a  Palermo  in  via “Omissis”, (societa’ in nome  collettivo  con  qualifica  di  impresa artigiana costituita il  2  settembre  1987,  nella  quale  “Omissis” risulta socio amministratore e responsabile tecnico, mentre “Omissis” e’ socio di societa’ in nome collettivo).
Giova rappresentare  che  “Omissis”,  amministratore  della  societa’ “Omissis”  e’  figlio  di  “Omissis”,  personaggio  noto  alle  forze dell’ordine  in  quanto,  unitamente  ai   suoi   fratelli   Ornissis (cl.”Omissis”) e “Omissis” (cl.”Omissis”), e’  risultato  aderente  a Cosa nostra attraverso le cosche di Partanna Mondello e San  Lorenzo.  L’attivita’ prevalente dei suddetti fratelli “Omissis” e’ l’edilizia.  A carico  del  “Omissis”  (cI.  “Omissis”,  nel  tempo,  sono  emersi elementi tali che ne hanno evidenziato il  carattere  di  persona  di pessima condotta e spiccata  propensione  a  delinquere,  che  Io  ha portato ad accumulare numerosi pregiudizi penali; in  particolare  il 19 luglio 2002, la Corte di Appello di Palermo lo  ha  condannato  ad anni 4 e mesi 8 di reclusione per associazione di tipo mafioso, reato commesso a Palermo dal settembre 1982 al 19 luglio 2002.  I  tre  fratelli  “Omissis”,  e  in  particolare   “Omissis”,   hanno partecipato a iniziative di costruzioni edili unitamente  ad  “uomini d’onore” con scambio  ripetuto  di  favori  e,  addirittura,  con  il favoreggiamento alla latitanza di mafiosi  di  primissimo  piano.  La famiglia “Omissis”  (“Omissis”,  “Omissis”  e  “Omissis”)  ha  subito diverse ordinanze di sequestro beni, provvedimenti che hanno  indotto i  fratelli  a  introdurre  nelle  loro  attivita’  anche  i  diretti familiari (moglie e figli); cosi’  come  risulta  per  la  “Omissis”, intestata al figlio “Ornissis” e alla moglie di questo, “Omissis”.

 

Piu’ recentemente, “Omissis” era stato sottoposto  alla  Sorveglianza

 

Speciale di PS sino all’il luglio 2009 e alla liberta’ vigilata  sinoal 02 aprile 2012, mentre “Omissis” (cl.”Omissis”), risulta segnalato all’A.G. nel 1995 per inquinamento delle acque (d.lgs. 152/99 art. 58 c.4) e annovera una condanna a giorni 20 di  reclusione  e  a  774,69 euro di multa per falsita’ ideologica commessa dal  privato  in  atto pubblico.
Per quanto riguarda la “Omissis” si rileva che il titolare, “Omissis” e’  coniugato  con  l’amministratore  dell’azienda  “Omissis.   Dagli accertamenti e’  emerso  che  “Omissis”  e’  figlio  di  “Omissis”  e “Omissis”, quest’ultima, deceduta nel 1998,  sorella  dei  piu’  noti “Omissis”di cui  si  e’  detto.  Anche  questa  ditta,  pertanto,  si presenta inserita all’interno della famiglia “Omissis”ed e’ a  questa strettamente collegata. La sede legale e operativa della  “Omissis”e’ sita a Palermo in via “Omissis”, presso  un  immobile  costruito  dai fratelli “Omissis”.
“Omissis”, risulta deferito all’A.C. per  inquinamento  delle  acque, come suo cugino “Omissis” (cl.”Omissis”), mentre la moglie  “Omissis” e’ stata segnalata all’A.C. nel 1996 per violazioni urbanistiche.  I rapporti di natura operativa oltre che parentale, tra le due  ditte “Omissis” e “Omissis”, peraltro, erano emersi circa un  anno  fa  nel corso  di  analogo  accesso  prefettizio   presso   l’amministrazione comunale di Belmonte Mezzagno, anch’essa interessata da infiltrazioni e condizionamenti mafiosi. Infatti dall’esame di quei  fascicoli  era stato  rilevato  che,  a  corredo  di  alcune  fatture  emesse  dalla “Omissis” e annesse alle note dell’U.T.C. di  Belmonte  Mezzagno  per lavori eseguiti, vi erano  delle  fotografie  in  fotocopia  dove  si evidenziava l’utilizzo per gli spurghi  di  autocisterne  recanti  la scritta aziendale intestata “Omissis”.
Orbene, anche per l’amministrazione di Isola delle Femmine cosi’ come era stato per quella di Belmonte Mezzagno, la ditta “Omissis”  si  e’ rivelata essere una vera e propria ‘fiduciaria” dell’ente.
L’esame analitico della documentazione, indicato di seguito, consente di chiarire quanto detto sinora.
Con determinazione n. 146 del 21.12.2007,  il  responsabile  del  III settore arch.  “Omissis”  decide  di  ricorrere  all’affidamento  del servizio tramite  gara  informale  a  trattativa  privata,  ai  sensi dell’art. 24 della I.r. 7/03, invitando dieci ditte specializzate nel settore.  Per  l’esigenza  viene  impegnata  la   somma   di   14.000 (quattordicimila)  euro.  All’invito   rispondono   solo   le   ditte “Omissis”, “Omissis” ed “Omissis” di “Omissis” che  si  aggiudica  la gara con un ribasso del  20%,  mentre  le  altre  due  ditte  avevano offerto rispettivamente un ribasso del 17,1% e dell’1%.  Dunque,  con determinazione n. 40  datata  13.03.2008,  il  responsabile  del  III settore arch. “Omissis” affida alla ditta “Omissis” gli interventi di spurgo  alla  condotta  fognaria  comunale  e  pulizia  di   caditoie stradali, griglie e vasche di raccolta.

Il 17 novembre 2008, la ditta “Omissis” comunica al Comune  di  Isola delle Femmine di rinunciare all’incarico, in  quanto  impossibilitata “ad  effettuare  il  servizio   poiche’...sprovvisti   di   personale specializzato a scendere presso le vasche”. Le fatture  emesse  dalla ditta per gli interventi eseguiti, dell’importo di 446 euro,  vengono liquidate e successivamente l’incarico viene revocato.
Con determinazione n. 62 datata 22.05.2009 del responsabile  del  III settore  arch.  “Omissis”,  viene  affidato  l’incarico  aI   secondo aggiudicatario, cioe’ alla ditta “Omissis” s.n.c. con sede a  Palermo in   via    “Omissis”,    per    un    importo    pari    a    11.606 (undicimilaseicentosei) euro.

Inoltre, dall’esame della documentazione e’ emerso che  la  “Omissis” e’ una ditta di fiducia del Comune di Isola delle  Femmine  gia’  dal 2006, quando l’attuale Sindaco “Omissis” era al  suo  primo  mandato.
Infatti:
·        il 6.12.2006, il Sindaco “Omissis” con ordinanza sindacale n. 66 dispone  un  intervento  straordinario  di’   pulizia   della   vasca denominata “labirinto” dell’impianto di  pretrattamento,  incaricandodirettamente la ditta “Omissis” “che gode  della  fiducia  di  questo Comune, in quanto piu’ volte interpellata per problemi  analoghi,  la quale  si  e’  resa  immediatamente  disponibile”   (cfr.   ordinanza sindacale n. 66 del 04.12.2006 in allegato). Il responsabile del  III settore  arch.  “Omissis”,  con  determinazione   n.   14704   datata 06.12.2006, dispone l’intervento della ditta “Omissis”.
·        con determinazione n. 124 del 21.12.2007,  il  responsabile  del III settore arch. “Omissis”, determina di  ricorrere  all’affidamento tramite gara informale a trattativa privata, ai  sensi  dell’art.  24 della I.r. 7/03, invitando dieci ditte specializzate nel settore. Per l’esigenza viene impegnata la  somma  di  16.000  (sedicimila)  euro.  All’invito  rispondono  solo  quattro  ditte:  “Omissis”,  “Omissis”, “Omissis” ed “Omissis”, che offrono rispettivamente  un  ribasso  del 20,1%, dell’i %, del 15% e del 5% sul prezzo a base d’asta di  16.000 euro. Pertanto,  con  determinazione  n.  67  datata  21.06.2007,  il responsabile del  III  settore  arch.  “Omissis”  affida  alla  ditta “Omissis” gli interventi di spurgo alla condotta fognaria comunale  e pulizia di caditoie stradali, griglie e vasche di raccolta;
·        negli atti d’ufficio, e’ presente documentazione attestante  gli interventi svolti dalla ditta “Omissis”, sino al mese di marzo 2012.  Dunque, l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco “Omissis”, nel corso dei due mandati elettivi, in maniera pressoche’ continua (fatta eccezione per una breve parentesi in cui il servizio era stato svolto dalla ditta “Omissis”) si’ e’ avvalsa della  ditta  “Omissis”  per  i lavori di pulizia  delle  caditoie  e  di  trasporto  dei  fanghi  da smaltire.

Tratto da Relazione allegata al decreto di Scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine Gazzetta Ufficiale  279 29 novembre 2012  a pag 27 28 29



MAFIA: PALERMO, SEQUESTRATI BENI FAMIGLIA PARTANNA-MONDELLO
Palermo, 4 nov 1999 (Adnkronos)- Nuova operazione antimafia della polizia di Palermo. Nell'ambito delle indagini patrimoniali relative alla famiglia mafiosa di Partanna - Mondello, il tribunale di Palermo ha infatti disposto ulteriori operazioni di sequestro di beni riconducibili al gruppo imprenditoriale facente capo ai Caravello. I fratelli Gaspare e Domenico Caravello, inseriti organicamente nella struttura economica mafiosa, hanno garantito per anni il riciclaggio dei proventi illeciti grazie al paravento loro offerto dalle imprese edili. Le societa', infatti hanno consentito fruttuosi investimenti alla famiglia di Partanna - Mondello. I Caravello, legati a Cosa Nostra da ''affari'' sin dal tempo di Rosario Riccobono, sono sopravvissuti ai cambiamenti al vertice, da Micalizzi a Gambino, da Cusimano a Salvatore Biondino. Hanno dominato il settore delle costruzioni nel periodo delle speculazioni edilizie nella zona di San Lorenzo Colli, uno dei settori piu' lucrosi dell'economia palermitana. garantendo altresi' la crescita anche delle imprese direttamente collegate ed appartenenti ad esponenti di spicco dell'organizzazione criminale.
L'impero immobiliare, gia' a suo tempo posto sotto sequestro, stimato in decine di miliardi, riconducibile ai fratelli Caravello (terreni edificabili nella zona di Partanna-Mondello-Valdesi, appezzamenti di terreno per decine di ettari, ville appartamenti, sei societa' affermate nel settore dell'edilizia, 33 depositi bancari), e' stato incrementato, con gli odierni provvedimenti, di ulteriori sequestri. Infatti, le misure disposte dal Tribunale di Palermo hanno condotto a sequestro di beni immobili per un valore di 8 miliardi circa

 

 

AMATO S.E.L.E.S.F.I. SELESPURGHI snc

34, v. Cagni - 90146 Palermo (PA)
tel: 091 6717416 - fax: 091 7791904

Categoria: Fognature

Report di S.E.L.E.S.F.I. - SELESPURGHI S.N.C. DI GRECO MARIA RITA E AMATO GIUSEPPE SALVATORE


OCEANIA  RESTAURI S.r.l.


Un tesoro in ostaggio


L’epopea di Villa Pantelleria 

Palermo. Della storia di questa villa settecentesca se ne sono occupati perfino Canale 5 con un servizio di Striscia la Notizia, così come Rai3 attraverso la trasmissione Report che ne hanno mostrato lo scempio subìto.  Vandali che, senza alcun ritegno, hanno trafugato tutto il possibile da questa casa, arrivando perfino a scardinare marmi e piastrelle. Sul sito del Comune di Palermo, nel bel mezzo della lista dei beni confiscati alle mafie, spunta proprio  “Villa Pantelleria” con tanto di nominativo del proprietario originario: “Domenico Caravello”, ubicazione: “Contrada San Lorenzo, con accesso dal Vicolo Pantelleria n. 10” e soprattutto con la dicitura che indica a chi è stata assegnata: “Destinata alle Associazioni intitolate ai Magistrati uccisi Costa e Terranova a Pio La Torre e al Centro Impastato”. Se prendiamo il nome del proprietario originario, Domenico Caravello, e facciamo una ricerca abbastanza generica ci accorgiamo che nel 1999 a lui e a suo fratello Gaspare (entrambi imprenditori, indicati come appartenenti alla cosca del mandamento di Partanna-Mondello), venivano sequestrati beni per otto miliardi di vecchie lire. Nel 2001, in uno dei processi nati dall’indagine su Cosa Nostra nel mandamento di San Lorenzo, il Tribunale di Palermo condannava 9 persone per associazione mafiosa ed estorsione. La pena più alta, 10 anni, veniva comminata a Diego Di Trapani, considerato capomandamento della zona; fra queste 9 persone c’erano anche Domenico e Gaspare Caravello, accusati fra l’altro anche di riciclaggio e condannati a 6 anni di detenzione. La storia di Villa Pantelleria parte da molto lontano, inizia nel 1734, quando Francesco Requenses, principe di Pantelleria, fa erigere questa maestosa villa su di un terreno che diventerà un parco immenso. Estintasi la famiglia Requesens, Villa Pantelleria passa ai Naselli d’Aragona e quindi ai Burgio; alla fine dell’800 viene acquistata dai Naselli Flores. In seguito gli stessi Naselli Flores, per un canone simbolico, cedono la villa al noto jazzista palermitano Claudio Lo Cascio il quale, dal 1977 al 1990, ne fa la sede del “Centro Django Reinhardt” un centro culturale interdisciplinare. Nel 1990 arrivano i fratelli Caravello e in quattro e quattrotto si comprano Villa Pantelleria. Pochi anni e interviene la magistratura. Nel 1995 la villa viene sequestrata, nel 2001, con la confisca, passa al Demanio che la valuta per due milioni di euro. Nel 2003 con la confisca definitiva la villa passa al Comune di Palermo. Si parla addirittura di un buco di 2 miliardi (di vecchie lire) di ipoteca lasciati in “eredità” dai Caravello. Buona parte del parco viene a poco a poco lottizzato e la casena trascurata fino a diventare “terra di nessuno” con le conseguenti razzie che la spogliano di ogni suo bene. Ed è sempre a Palermo che due anni dopo, in piena amministrazione Cammarata (FI), durante una conferenza stampa indetta dal Comune, la vicenda di Villa Pantelleria torna alla ribalta. “Il restauro dell’immobile è stato inserito nel Piano triennale delle Opere pubbliche – recita un passaggio del comunicato –  con un progetto predisposto dal settore Centro storico del Comune, che prevede un finanziamento di circa 10 milioni di euro. È destinato a diventare sede della Biblioteca della legalità della Città di Palermo”.  10 milioni di euro che ovviamente gli effettivi destinatari della villa (Centro Pio La Torre, Centro Impastato, Fondazione Costa e Fondazione Terranova) non possono assolutamente anticipare per far fronte ai lavori di restauro. Con tutte le relative polemiche che ne conseguono. Dal mese di luglio del 2005, il sindaco di Palermo decide di assegnare per sei anni i giardini della villa all’associazione “Teatro della libertà”, guidata da Lollo Franco che da otto anni lavora con detenuti ed ex detenuti del carcere Pagliarelli. A tuttoggi i destinatari della villa continuano ad aspettare la realizzazione del progetto della “Biblioteca della legalità”. I lavori di restauro appaiono irrimediabilmente lunghi, dei fondi destinati ad esso non se ne parla più. Il rischio che un’attesa estenuante si trasformi in un nulla di fatto non è poi così remota e non fa presagire nulla di buono. 
L.B.

·        Sequestro di beni miliardario per due fratelli in odor di mafia  







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