L'informazione è il diffondere, il far conoscere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è solo propaganda. L'informazione è un diritto. L'informazione come possibilità di scelta.
Con il termine mafia si intende un sistema di potere esercitato attraverso l’uso della violenza e dell’intimidazione per il controllo del territorio, di commerci illegali e di attività economiche e imprenditoriali; è un potere che si presenta come alternativo a quello legittimo fondato sulle leggi e rappresentato dallo Stato.

Un sistema di contro-potere dunque (a volte chiamato anti-Stato proprio per questa sua caratteristica), con una gestione gerarchica e verticistica, basata su regole interne a loro volta fondate sull’uso della violenza e dell’intimidazione.

È questa la vostra politica? Se avete un minimo di cervello usate gli attributi per un confronto Sui programmi. Ma vedo che alla fine usate i soliti mezzucci utilizzando i soliti servi sciocchi meschini e accattoni per cercare di fermare le persone.
Bene sappiate che io vado avanti lo stesso a testa alta e con schiena dritta e che voi siete sot
tocontrollo.

"Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conguenze perché l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti " (Charlie Chaplin).




Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”

Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventiperché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..
“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “

Pino Ciampolillo




venerdì 5 dicembre 2014

ISOLA DELLE FEMMINE REENDICONTO 2012 CORTE DEI CONTI Deliberazione n. 174.2014.PRSP E DELIBERA 128 2013 rendiconto 2011 e bilancio di previsione 2012


                                                                                     Deliberazione n. 174/2014/PRSP


 


REPUBBLICA ITALIANA


La Corte dei conti

Sezione di controllo per la Regione siciliana

nell’adunanza dell’1 ottobre 2014, composta dai seguenti magistrati:

 

Maurizio Graffeo
Anna Luisa Carra
Francesco Albo
- Presidente
- Consigliere
- Primo referendario - relatore

 

******

Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;

vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;

visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;

visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni;

visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);

visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;

visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto dall’art. 3 del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213;

vista deliberazione di questa sezione di controllo n. 196/2013/INPR avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto di gestione 2012”;

vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana del 19 agosto 2013, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e al Presidente del Collegio dei revisori la predetta deliberazione di questa Sezione di controllo, nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione entro trenta giorni dalla ricezione del questionario, o dall’approvazione del rendiconto, se successiva;

esaminata la relazione sul rendiconto 2012, compilata dall’Organo di revisione contabile del comune di Isola delle Femmine (PA), e la successiva documentazione istruttoria;

vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 172/2014/CONTR del 22 settembre 2014 con la quale la Sezione del controllo è stata convocata per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000;

viste le controdeduzioni dell’ente;

udito il relatore, Primo referendario dott. Francesco Albo;

******

L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.

Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei Conti contribuisce ad assicurare  quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012. 

La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di tale peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie. 

Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro dei controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione di servizi pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali all'ente.

Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.

Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della Corte dei conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi approvati” (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39/2014) la cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti (sentenza n. 226 del 1976)” onde “prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte Costituzionale n. 40/2014).

Nel caso in cui, invece, sussistano squilibri meno rilevanti o irregolarità non così gravi da richiedere l’adozione della pronuncia di accertamento ex art. 148 bis TUEL, l’esito del controllo demandato alla Corte può, comunque, comportare eventuali segnalazioni, in chiave collaborativa, come previsto dall’articolo 7, comma 7 della legge 131/2003, pur sempre volte a favorire la riconduzione delle criticità emerse entro i parametri della sana e corretta gestione finanziaria al fine di salvaguardare, anche per gli esercizi successivi, il rispetto dei necessari equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in tal caso l’ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute ed a porre in essere interventi idonei per evitare l’insorgenza di situazioni di deficitarietà e di squilibrio ovvero per addivenire al superamento delle stesse.

******

Dall’esame della predetta relazione, redatta dall’organo di revisione del Comune  di Isola delle Femmine (PA), e dalla successiva istruttoria, sono emerse le seguenti criticità:

1.    tardiva approvazione del rendiconto 2012 (18/06/2013)  rispetto ai termini previsti dall’art. 227 del TUEL;

2.    mancata certificazione ed allineamento contabile dei debiti/crediti con gli organismi partecipati ex art. 6 comma 4 del d.l. 95/2012 e la conseguente mancata predisposizione della nota informativa. Elevati debiti dell’Ente nei confronti della Società ATO 1 PA (dalla deliberazione n. 298/2013 risultano pari a € 4.986.963,28) e mancato riscontro tra le passività potenziali;

3.    debiti fuori bilancio ancora da riconoscere al 31.12.2012 per € 729.905,17 e già riconosciuti per € 3.300,00;

4.     grave disavanzo di amministrazione per l’esercizio 2012 pari a € 1.416.846,57;

5.    basso tasso di realizzazione dei residui attivi del titolo I e III e conseguente sforamento del parametro di deficitarietà n. 3 (87,99%) e bassa velocità di pagamento della spesa corrente con conseguente sforamento del parametro di deficitarietà n. 4 (102,38%);

6. il conseguente perdurare di una situazione di grave carenza di liquidità, che dà luogo ad anticipazioni di tesoreria non rimborsate a fine esercizio per €1.068.861,68, che rappresentano il 21,74% dei primi tre titoli delle entrate.

 

*******

All’adunanza dell’1 ottobre 2014, per l’Amministrazione, che ha fatto pervenire una memoria oltre i termini assegnati per il contraddittorio documentale (prot. Cdc n. 7667 dell’1 ottobre 2014), non erano presenti rappresentanti.

Per quanto concerne il primo punto, l’ente non motiva le cause del ritardo, probabilmente riconducibili allo scioglimento del consiglio comunale ex art. 143 del Tuel, disposto con DPR 12 novembre 2012.

In riferimento al punto 2, il comune riferisce di non aver potuto procedere all’allineamento contabile con le società partecipate a causa di un contenzioso instaurato dalla Commissione straordinaria nei confronti della società d’ambito per la gestione dei rifiuti, che in primo grado ha avuto esito favorevole per l’ente.

 Ciononostante, alla data del 31 dicembre 2013, la società ATO 1 PA vanta un credito nei confronti del comune per euro 5.940.410, a fronte di corrispondenti residui passivi per euro 3.469.956,44.

Pur riconoscendo il meritorio sforzo intrapreso a tutela dell’ente, il Collegio non può esimersi dal constatare l’emersione di passività per oltre 1,5 milioni di euro, allo stato sprovviste di copertura finanziaria, che costituiscono una rilevante incognita per gli equilibri finanziari, anche futuri, dell’ente, ed impongono l’urgente adozione di tutte le misure prudenziali utili a mitigarne l’impatto sul bilancio.

A questa situazione si aggiunge la presenza di debiti fuori bilancio al 31.12.2012 da riconoscere per euro 729.905,17.

La Sezione, nel prendere atto dell’avvenuto riconoscimento di buona parte di queste passività da parte dalla Commissione straordinaria nel 2013 (euro 511.132,58) ed in parte nel 2014 (euro 49.330.32), non può esimersi dall’esprimere preoccupazione per gli equilibri di bilancio, in considerazione delle incognite, ereditate da gestioni precedenti,  che gravano finanziariamente sull’ente.

Auspica, pertanto, un controllo concomitante e costante della situazione gestionale, teso alla tempestiva segnalazione delle passività all’organo consiliare (o, in sua vece, all’organo straordinario), ai fini della tempestiva riconduzione delle passività al sistema di bilancio.

Parimenti preoccupante risulta la situazione del disavanzo di amministrazione, pari ad oltre 1,4 milioni di euro, anche in questo caso ereditato da precedenti gestioni, pur dovendosi riconoscere che, a seguito dell’innalzamento del prelievo fiscale e del contenimento della spesa corrente, lo stesso si è pressochè dimezzato al 31 dicembre 2013 (-euro 779.222,43), con prospettive di ulteriore miglioramento per gli esercizi futuri.

  In riferimento al punto 4, permangono le anomalie gestionali, che  danno luogo al superamento dei valori limite previsti nei parametri di deficitarietà n. 3 e 4. Tale situazione si protrae nel 2013, pur con un miglioramento dei valori.

Particolare attenzione, in questo contesto, va posta ai residui attivi, da contabilizzare con criteri prudenziali, anche in considerazione della progressiva erosione della liquidità che ne consegue, fronteggiata attraverso il ricorso a frequenti anticipazioni di tesoreria.

La scopertura al 31 dicembre 2012, pari ad euro 1.068.861,68 , supera i valori limite del parametro di deficitarietà n. 9. 

Pur prendendo atto del miglioramento della situazione a seguito dell’anticipazione di liquidità richiesta ex DL n. 35/2013, in una prospettiva di medio lungo periodo si rendono comunque necessarie una serie di misure correttive, che, proseguendo nel percorso intrapreso, tendano all’efficientamento delle procedure di riscossione, alla contabilizzazione di tali proventi maggiormente ispirata a criteri prudenziali e ad una riduzione delle spese entro le reali capacità di bilancio.

  Nel delineato contesto, risulta inoltre auspicabile un’intensificazione della periodicità delle verifiche di cui all’art. 193, comma 2, Tuel, sul permanere degli equilibri della gestione di competenza, di cassa e in conto residui, nel più generale contesto delle misure funzionali al controllo di cui all’art. 147 quinquies, sui cui effetti questa Sezione sarà chiamata a vigilare.

In merito alle misure correttive, il Collegio rileva che la quasi totalità dei profili di criticità rilevati sono stati oggetto di pronuncia di accertamento della Sezione in occasione delle verifiche sul rendiconto 2011 e sul bilancio di previsione 2012. A seguito della delibera n. 298/2013/PRSP, la Commissione straordinaria del Comune, con la deliberazione n. 2 del 15/01/2014, ha avviato un percorso di correzione delle disfunzioni segnalate.

Conclusivamente, la Sezione osserva che, nonostante i significativi sforzi posti in essere dalla Commissione straordinaria al fine di ricondurre il quadro gestionale ereditato entro parametri fisiologici, e gli apprezzabili miglioramenti registrati, permangono, allo stato, motivi di forte preoccupazione per gli equilibri di bilancio.

P. Q. M.

    All’esito della verifica sul rendiconto 2012, accerta la presenza, nei termini evidenziati, dei profili di criticità con riferimento a tutti i punti elencati in narrativa.

O R D I N A


 

che, a cura del servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata alla Commissione straordinaria ed all’organo di revisione del comune di Isola delle Femmine (PA).

 

D I S P O N E


 

-          che l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60 (sessanta) giorni dal ricevimento della presente deliberazione, le misure correttive adottate dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3, del Tuel, ai fini della relativa verifica.   

 

Così deliberato in Palermo, nella camera di consiglio dell’1 ottobre 2014. 

 

                  L'ESTENSORE
 
IL PRESIDENTE
                (Francesco Albo)
(Maurizio Graffeo)

 

 

Depositato in segreteria il 27 ottobre 2014

      IL FUNZIONARIO RESPONSABILE

                      (Boris Rasura)

 

 


 

 

 

 

                                                                           


 Deliberazione n. 298/2013/PRSP


 


REPUBBLICA ITALIANA


Corte dei conti

Sezione di controllo per la Regione siciliana

nell’adunanza del 16 ottobre 2013, composta dai seguenti magistrati:

 

Maurizio Graffeo
Corrado Borruso
Francesco Albo
 
- Presidente
- Consigliere - relatore
- Primo Referendario
 
 

******

visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;

vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;

visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;

visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni (T.U.E.L.);

visto, in particolare, l’art. 148 bis del T.U.E.L., introdotto dal decreto legge n. 174 del 10 ottobre 2012, convertito dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012;

visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);

visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;

vista la deliberazione di questa Sezione n. 204/2012/INPR del 30 luglio 2012 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2011 e/o sul bilancio di previsione 2012”;

vista la nota della Sezione di controllo per la Regione siciliana del 21 agosto 2012, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e all’Organo di revisione economico-finanziaria del Comune di Isola delle Femmine la precitata delibera n. 204/2012/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione, da parte del Collegio dei revisori, entro trenta giorni dall’approvazione del consuntivo e/o del bilancio di previsione;

      vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 428/2013/CONTR. del 3 ottobre 2013, con la quale la Sezione del controllo è stata convocata il giorno 16 ottobre 2013 per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del T.U.E.L.;

udito il relatore Consigliere dott. Corrado Borruso;

******

L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulato sulla base dei criteri e delle linee guida definite dalla Corte.

Al riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo, ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e regolarità, in grado di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive funzionali a garantire il rispetto complessivo degli equilibri di bilancio.

Questo nuovo modello di controllo, come ricordato dalla Corte costituzionale nella recente sentenza n. 60/2013, configura, su tutto il territorio nazionale, un sindacato generale ed obbligatorio sui bilanci preventivi e rendiconti di gestione di ciascun ente locale, finalizzato a tutelare, nell’ambito del coordinamento di finanza pubblica, la sana gestione finanziaria del complesso degli enti territoriali, nonché il rispetto del patto di stabilità interno degli obiettivi di governo dei conti pubblici concordati in sede europea.

Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei conti contribuisce ad assicurare, quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettiva, in quanto al servizio dello Stato - ordinamento.

Da ultimo, l’art. 148 bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e), del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012, ha inteso rafforzare il quadro dei controlli e dei presidi della gestione delle risorse finanziarie pubbliche, nell’ambito di inderogabili istanze unitarie nell’assetto policentrico della Repubblica.

Nel caso di accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità  della gestione finanziaria, o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è previsto, infatti, l’obbligo per gli enti interessati di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche di propria competenza.

Ulteriori forme di tutela degli equilibri di bilancio sono state previste nel caso do operazioni contabili prive di copertura o di cui sia accertata l’insostenibilità finanziaria.

Qualora le irregolarità esaminate dalla Sezione regionale non siano così gravi da rendere necessaria l’adozione della delibera prevista dall’art. 148 bis, comma 3, del T.U.E.L., la natura collaborativi del controllo, anche in relazione alla previsione contenuta nell’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131, suggerisce di segnalare agli Enti anche irregolarità contabili non gravi o meri sintomi di precarietà, soprattutto se accompagnate e potenziate da sintomi di criticità o da difficoltà gestionali, anche al fine di prevenire l’insorgenza di situazioni di deficitarietà o di squilibrio, idonee a pregiudicare la sana gestione finanziaria che deve caratterizzare l’amministrazione di ciascun Ente.

In ogni caso, l’Ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni che ha ricevuto ed a porre in essere interventi idonei per addivenire al loro superamento.

******

L’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine ha trasmesso  la relazione sul rendiconto 2011  e quella sul bilancio di previsione 2012, di cui all’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria per l’anno 2006).

         Dall’esame delle predette relazioni e dalla successiva istruttoria sono emerse le seguenti criticità:

Rendiconto 2011:

1.   notevole ritardo nell’approvazione del rendiconto 2011 rispetto ai termini di legge (1 ottobre 2012);

2.   volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di competenza e relative ai titoli I e III (con l'esclusione dell'addizionale Irpef) pari a 52,09%  dei valori di accertamento delle entrate dei medesimi titoli I e III (esclusi i valori dell'addizionale Irpef);

3.   ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e al titolo III superiore al 65 per cento (pari al 120,28%) (provenienti dalla gestione dei residui attivi) rapportata agli accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei medesimi titoli I e III;

4.   volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I superiore al 40 per cento (pari a 88,32%) degli impegni della medesima spesa corrente;

5.   anticipazioni di tesoreria non rimborsate al 31 dicembre 2011, superiori al 5% della spesa corrente;

6.   presenza di debiti fuori bilancio non segnalati dai Responsabili dei servizi,  emersi  in fase di approvazione del Rendiconto di gestione 2012, per €629.000 ai quali si aggiungono passività potenziali per €2.300.000 e spese per incarichi legali per €392.000 solo in minima parte impegnati. I debiti riconosciuti nell’esercizio 2012 ammontano a €3.300;

7.   necessità di verificare il rispetto del parametro di deficitarietà n. 6, relativo al rapporto della spesa per il personale sulle entrate correnti,  la percentuale indicata del 36,69% è impropriamente determinato rapportando la spesa per il personale depurata delle componenti da escludere sulle entrate correnti;

8.   irregolare utilizzo dei capitoli afferenti ai servizi conto terzi e mancato rispetto del principio di tassatività di cui al principio contabile 2.25 delle “altre spese per servizi conto terzi” in particolare:

-          liquidazione borsa di studio,

-          liquidazione fatture relative al servizio di pulizia dei locali;

-          spese per pagamento manifestazioni santo patrono;

9.   bassa capacità di riscossione dei proventi derivanti da proventi da recupero evasione tributaria,

 

 

 

 
Residui al 1 gennaio 2012
Riscossioni al 31/12/2012
% riscossione
ICI
142.253,00
13.188,86
9,27%
TARSU
131.822,79
6.221,88
4,72%
Proventi CdS
2.092.325,52
33.109,18
1,58%

10.   mancato aggiornamento del conto del patrimonio come previsto dall’art. 230 TUEL;

11.   debiti nei confronti della Società ATO 1 PA per €4.986.963,28, per i quali non si riscontra in bilancio un corrispondente importo di residui passivi che ammontano a € 3.094.130,15;

Le criticità di cui ai punti 2, 3, 5, 6, 8, 9 sono stati oggetto di specifica pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n. 139/2012/PRSP).

Bilancio di Previsione 2012:

1.   mancata approvazione del programma degli incarichi di collaborazione previsto dall’art. 42 comma 2 lettera b) del TUEL ;

2.   equilibri di bilancio garantito dal ricorso a entrate correnti aventi carattere non ripetitivo e forte squilibrio tra entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo;

3.   bassa capacità di riscossione dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del codice della strada e da recupero evasione tributaria;

4.   reiterato ricorso ad anticipazioni di tesoreria; al 31/12/2012 le anticipazioni inestinte ammontano a €1.068.861,88;

5.   mancato rispetto del limite di spesa per il personale di cui all’art. 1 comma 557 della legge 296/2006;

Le criticità di cui ai punti 3, 4 e 5 sono stati oggetto di specifica pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n. 139/2012/PRSP).

   *******

All’ adunanza pubblica del 16 ottobre 2013, per l’Amministrazione, che non ha depositato memorie, sono presenti  il Segretario generale, D.ssa Sonia Acquado, ed il Responsabile dei Servizi finanziari, Dr. Ignazio Tabone,  i quali hanno inteso solo riferire che  il rapporto tra le spese per il personale e quelle correnti è stato determinato dal pagamento di una notevole somma arretrata corrisposta ad un dipendente, consegnando, nella circostanza, uno specchio riepilogativo.

******

Alla luce di quanto sopra, il Collegio ritiene che permangano  tutte le criticità evidenziate nei punti sopra indicati.

                                             P. Q. M.

All’esito della verifica sul rendiconto 2011 e sul bilancio di previsione 2012 accerta, per quel che riguarda:

- il rendiconto 2011, il permanere delle criticità 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 8, 10 e 11;

- il bilancio di previsione 2012, il permanere delle criticità  1, 2, 3, 4 e 5.

O R D I N A


che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della presente pronuncia sia comunicata alla Commissione straordinaria ed all’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine (PA) per le necessarie misure correttive

D I S P O N E

che l’Ente trasmetta a questa Sezione di controllo le misure correttive adottate dalla Commissione straordinaria entro i termini  di cui all’art. 148 bis, comma 3, del T.U.E.L., ai fini della relativa verifica.

 

                     L'ESTENSORE
IL PRESIDENTE
                 (Corrado Borruso)
(Maurizio Graffeo)

 

Depositato in Segreteria il 22 ottobre 2013

                    Per IL DIRIGENTE

                   (Gabriella Vincenti)

 


 

A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE

 
 
 
ISOLA DELLE FEMMINE REENDICONTO 2012 CORTE DEI CONTI Deliberazione n. 174.2014.PRSP E DELIBERA 128 2013 rendiconto 2011 e bilancio di previsione 2012

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